È stato presentato l’8 ottobre 2025, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, l’8° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Come ogni anno, la Fondazione GIMBE offre un’analisi indipendente e approfondita sullo stato di salute del sistema sanitario italiano, mettendo in luce criticità, diseguaglianze e prospettive di riforma.
Prendendo come linea di riferimento quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione italiana “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”, il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, ha analizzato i dati contenuti nel 8° Rapporto.
Il Rapporto 2025 conferma un quadro complesso: definanziamento pubblico, carenze di personale, disomogeneità territoriali e ricorso crescente alla spesa privata. La spesa sanitaria complessiva nel 2024 ha raggiunto i 185 miliardi di euro, di cui 137 miliardi di spesa pubblica (74,3%), 41 miliardi di spesa diretta dei cittadini (22,3%) e 6,6 miliardi intermediati da fondi sanitari e assicurazioni (3,4%). Quest’ultima componente, pur in crescita (+8,3% rispetto al 2023), rappresenta ancora una quota marginale della spesa totale.
Il documento sottolinea un punto cruciale: la sanità integrativa può sostenere il SSN solo se rimane realmente integrativa e non sostitutiva. Negli ultimi anni i fondi sanitari hanno registrato un aumento degli iscritti (oltre 16 milioni nel 2023) e dei contributi versati, ma la differenza tra contributi e prestazioni si è progressivamente ridotta, scendendo da 50,9 euro per iscritto nel 2020 a 29,4 euro nel 2024. Una dinamica che, se non corretta, rischia di mettere sotto pressione la sostenibilità economica dei fondi stessi.
La Fondazione GIMBE è chiara: rilanciare il SSN attraverso la “messa a sistema” della spesa privata non è realistico. L’obiettivo deve essere piuttosto quello di rafforzare la sanità pubblica, rendendo la collaborazione con il secondo pilastro uno strumento per garantire equità e continuità di cura, non un canale di privatizzazione mascherata.
In questo contesto, il Fondo TPL Salute condivide l’appello di GIMBE a preservare e valorizzare il Servizio Sanitario Nazionale come bene comune e conquista sociale. La sanità integrativa può rappresentare un valido supporto al sistema pubblico, promuovendo la prevenzione, la salute dei lavoratori e un accesso più agevole alle cure, sempre nel rispetto dell’equità tra i cittadini.
La sfida, dunque, non è contrapporre pubblico e privato, ma costruire un equilibrio sostenibile in cui entrambi contribuiscano al benessere collettivo, nel rispetto del principio costituzionale che riconosce la salute come diritto fondamentale di tutti.
Fonte: 8° Rapporto GIMBE
Prendendo come linea di riferimento quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione italiana “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”, il Presidente della Fondazione GIMBE, Nino Cartabellotta, ha analizzato i dati contenuti nel 8° Rapporto.
Il Rapporto 2025 conferma un quadro complesso: definanziamento pubblico, carenze di personale, disomogeneità territoriali e ricorso crescente alla spesa privata. La spesa sanitaria complessiva nel 2024 ha raggiunto i 185 miliardi di euro, di cui 137 miliardi di spesa pubblica (74,3%), 41 miliardi di spesa diretta dei cittadini (22,3%) e 6,6 miliardi intermediati da fondi sanitari e assicurazioni (3,4%). Quest’ultima componente, pur in crescita (+8,3% rispetto al 2023), rappresenta ancora una quota marginale della spesa totale.
Il documento sottolinea un punto cruciale: la sanità integrativa può sostenere il SSN solo se rimane realmente integrativa e non sostitutiva. Negli ultimi anni i fondi sanitari hanno registrato un aumento degli iscritti (oltre 16 milioni nel 2023) e dei contributi versati, ma la differenza tra contributi e prestazioni si è progressivamente ridotta, scendendo da 50,9 euro per iscritto nel 2020 a 29,4 euro nel 2024. Una dinamica che, se non corretta, rischia di mettere sotto pressione la sostenibilità economica dei fondi stessi.
La Fondazione GIMBE è chiara: rilanciare il SSN attraverso la “messa a sistema” della spesa privata non è realistico. L’obiettivo deve essere piuttosto quello di rafforzare la sanità pubblica, rendendo la collaborazione con il secondo pilastro uno strumento per garantire equità e continuità di cura, non un canale di privatizzazione mascherata.
In questo contesto, il Fondo TPL Salute condivide l’appello di GIMBE a preservare e valorizzare il Servizio Sanitario Nazionale come bene comune e conquista sociale. La sanità integrativa può rappresentare un valido supporto al sistema pubblico, promuovendo la prevenzione, la salute dei lavoratori e un accesso più agevole alle cure, sempre nel rispetto dell’equità tra i cittadini.
La sfida, dunque, non è contrapporre pubblico e privato, ma costruire un equilibrio sostenibile in cui entrambi contribuiscano al benessere collettivo, nel rispetto del principio costituzionale che riconosce la salute come diritto fondamentale di tutti.
Fonte: 8° Rapporto GIMBE